INFORMAZIONI SU "IMPORT-EXPORT"

Australia Dati macroeconomici

Fonte: DFAT
Bilancia commerciale Crescita Reale PIL Export 2006 ‐ 2011 2007 2008 2009 2010 2011
PIL (US$ mld) 954.5 1.060,7 987,1 1.238 1.507,4
PIL pro‐capite (US$ mld) 44.891 48,813 44.602 55.150 66.984
Crescita PIL (%) 4,7 2,4 1,5 2,5 1,8
Inflazione (% anno) 3,0 3,7 2,1 2,7 3,5

Indice Tassazione - PIL Riduzione
Tassazione dei redditi di impresa (dal 30% al 29%)
Aumento della contribuzione pensionistica obbligatoria (dal 9% al 12%)



Australia – Bilancia Commerciale con l’Italia (2011)

Fonte: ISTAT / Ambasciata Italiana in Australia
Nel 2011 il valore delle esportazioni di merci italiane è ammontato a Euro 3,020 miliardi, in crescita dell’11,1% rispetto al 2010 e del 27,2% rispetto al 2009. In volumi, le esportazioni italiane sono cresciute dell’11,3% rispetto al 2010 e del 30,7% rispetto al 2009.

Il valore delle importazioni di merci dall’Australia è ammontato a Euro 1,116 miliardi, in crescita del 32,2% rispetto al 2010 e del 63,5% rispetto al 2009. L’interscambio bilaterale è ammontato a Euro 4,136 miliardi, in crescita del 16,1% rispetto al 2010 e del 35,3% rispetto al 2009. Le esportazioni in Australia rappresentano lo 0,8% del totale delle esportazioni italiane nel mondo. L’Australia rappresenta il quarto mercato di esportazione italiano nell’area dell’Asia/Oceania (dopo Cina, Giappone e India), con una quota del 7%. L’Australia è il Paese dell’area Asia/Oceania con cui l’Italia registra il più elevato saldo positivo della bilancia commerciale. L’Italia è il 12° Paese fornitore dell’Australia (dopo Cina, Stati Uniti, Giappone, Tailandia, Singapore, Germania, Malesia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Regno Unito, Indonesia) ed il 3° tra i Paesi fornitori Europei (dopo Germania e Regno Unito). Fonte: ISTAT / Ambasciata Italiana in Australia Circa un terzo delle esportazioni italiane in Australia nel 2011 è costituito da beni strumentali (macchinari, apparecchiature elettriche e meccaniche, con una quota del 33% ed un valore di oltre un miliardo di Euro). Gli altri macrosettori economici prevalenti sono: agroalimentare (11%), mezzi di trasporto (autovetture, motoveicoli, trattori, con una quota del 9%), prodotti chimici (incluse materie plastiche, con una quota dell’8%), prodotti farmaceutici (7%), leghe metalliche e materiali edilizi (7%), tessile‐abbigliamento (4%), ottica (4%) e arredamento (3%). Predominante nelle importazioni italiane dall’Australia nel 2011 è la voce dei combustibili fossili (essenzialmente carbone, con una quota del 41% ed un valore di oltre 457 milioni di Euro), seguiti da metalli (soprattutto metalli ferrosi, quota de 15%), lana (14%), pellame (6%), grano (6%), agroalimentare (4%, escluso grano) e beni strumentali (4%).



Accesso al mercato

• Il sistema tariffario protezionistico e’ stato virtualmente eliminato dal Tariff Customs Act (1995)

‐ Tariffe doganali (Custom Duties) molto contenute: attualmente l’80% di esse è inferiore al 5% e solo il 7% risulta superiore al 20%.

‐ GST (Goods and Services Tax, Paragonabile all’IVA) : 10% sul valore tassabile.

‐ WET (Wine Equalization Tax): 29%

‐ Ente di riferimento: Customs and Border Protection Service (www.customs.gov.au)


• Barriere non tariffarie

‐ Standard fitosanitari per i generi alimentari.



Agroalimentare

Fonti: Austrade: Australia – Your Competitive Edge, 2009 ed.

Forte impatto nell’attrattività di investimenti internazionali nella supply chain agricola. Oltre 2/3 di prodotti esportati ogni anno (il 90% della lana ed il 50% del latte) La diversità climatica e dei terreni favorisce una vasta gamma di imprese agricole: Orticoltura tropicale e temperata; Acquicoltura interna e costiera; Produzione di cereali, semi oleosi e fibre; Pascoli e mangimi per il bestiame; Allevamenti; Silvicoltura e Prodotti legnosi. Nel 2010‐11 il valore lordo della produzione è stato di $48,7 mld (esportazioni $32,5 mld). Opportunità di investimenti all'interno di un contesto economico stabile e regolamentato. La crescita reale della spesa alimentare e di liquori è stata dello 0,6% nel 2010‐11, ben al di sotto della media del 3,5 per cento registrata negli ultimi 20 anni. Questo riflette, da una parte, una crescita relativamente forte nei settori dei liquori del caffè e della ristorazione, con l'effetto di essere in gran parte compensato da un calo significativo nel settore alimentare. Poca crescita è stata registrata nelle vendite dei supermercati e da asporto. L’azione di importazione di prodotti è condotta da gruppi della Distribuzione Organizzata e da una serie di operatori specializzati in prodotti italiani, forti di una rete distributiva costituita da spazi di medie superfici presenti nelle principali città. In Australia, il canale Ho.Re.Ca. rappresenta una quota importante della distribuzione soprattutto per i prodotti di fascia alta e include quindi gli interlocutori ideali per il Made in Italy.

La Presenza Italiana in Australia: l’1,1% della popolazione australiana è nata in Italia Il 4,3% della popolazione australiana è di origine italiana

Dopo l’inglese, l’italiano è la lingua più parlata in Australia 185.700 è il numero di italiani residenti in Australia da almeno 2 anni.



Dazi, Dogane e Quarantena

Le aziende che desiderano esportare prodotti in Australia devo essere in possesso di determinati requisiti doganali, di quarantena e di etichettatura, tra cui:

• Lista di imballaggio (packing list)
• Fattura commerciale (commercial invoice)
• Polizza di carico (bill of lading)
• Lettera di vettura aerea (air waybill)
• Dichiarazione doganale di importazione (customs import declaration)
• Documento riguardante l’autorità di competenza (authority deal)
• Australian Business Number dell’impresa



Vitivinicolo

L’Australia è un vasto continente che presenta un’incredibile varietà di zone climatiche e tipologie di terreni (sono state riconosciute già 67 aree produttive) e questo aspetto la rende uno dei pochi produttori mondiali di vino in grado di proporre un’ampia gamma di vitigni. Il settore del vino in Australia presenta una capacità produttiva molto concentrata, visto che circa l’80% della produzione totale dipende da solo 20 dei 1.465 produttori. Tra i vini bianchi il più prodotto è Chardonnay, seguito da Semillon, Sauvignon Blanc e Pinot Gris (oltre al Colombari e Muscat Gordo Blanco). Le uve rosse maggiormente raccolte in Australia sono quelle dello Shiraz, Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Noir. Relativamente alla distribuzione interna del prodotto, la GDO, che presenta di fatto uno “duopolio” dei due maggiori supermercati (Coles e Woolworths), controlla oltre il 45% del mercato. Le altre due insegne principali sono Aldi (in forte sviluppo come punti vendita) e IGA. Affianco alle grandi catene, si sono sviluppati bene (e denotano una crescita) canali legati alle superficie medie specializzate con diversi punti vendita (generi alimentari e bevande come ad esempio Leo’s Imports e Mediterranean Wholesalers, piuttosto che dedicati ai soli alcolici come ad esempio Dan Murphy, Vintage Cellars, First Choice Liquors) ed ai negozi al dettaglio di prodotti di fascia alta (gourmet shop) Il consumo di vino è spesso associato allo stile di vita australiano “outdoor”, ovvero in ampi spazi aperti, ma è anche legato alla vita cosmopolita. L’interesse da parte di consumatori ed operatori viene confermato dal numero di importanti manifestazioni di carattere internazionale che sono realizzate in Australia, sia strutturate come fiere (basti pensare a Good Food & Wine Show con i suoi quasi 50mila visitatori in solo tre giorni, piuttosto che a Fine Food con oltre 25mila adetti ai lavori), che come eventi aperti al grande pubblico. A stimolare la richiesta di vino italiano da parte degli operatori commerciali contribuisce anche l’evoluzione della percezione di prodotto nei consumatori, sempre più attenti alla qualità del prodotto. Nel corso degli anni fino al 2015‐16 saranno preferiti vini più raffinati e pregiati (anche da coltivazione biologica), supportati da azioni di marketing sul territorio, mentre si assisterà all’abbandono di vecchie strategie commerciali che consideravano il vino come una commodity secondo cui l’obiettivo era fare tanti volumi anche se con limitati margini di profitto. L’Australia è il 23 importatore al mondo per valore di vino importato, ma i dati evidenziano come nel corso degli ultimi dieci anni le importazioni di vino in Australia siano più che raddoppiate. Al momento le importazioni sono equivalenti al 10.6% della domanda nazionale, con Nuova Zelanda, Francia e Italia a rappresentare i principali paesi di provenienza.



Caffé

Il settore del caffè “puro” ha un valore di 97,6 milioni di Euro ed ha fatto registrare un incremento dell’8% nell’ultimo anno fino ad aprile 2010. Durante il periodo 2009‐10, è stato importato caffè in Australia dall’Italia per un valore di 31.86 milioni di Euro. L’industria si è caratterizzata per un ampio processo evolutivo negli ultimi anni, diventando molto sofisticata e presentando quindi una forte competizione interna, soprattutto nelle grandi città dove i consumatori evidenziano una maggiore fedeltà alla marca in base ai propri gusti.

 

Questa crescente sofisticazione del mercato è comprovata dall’aumento di quote di mercato del caffè puro rispetto a quello istantaneo (in cui Nespresso detiene la principale quota), spinto molto dalla diffusione di macchine da caffè espresso anche nel canale domestico.

Nel periodo 2010‐11, il valore dell’intero mercato del caffè (incluso quindi anche le macchine e l’indotto) e’ stato di circa 716 milioni di Euro. 5%

Tessuti, vestiti e altri 5%

Prodotti minerali non metallici 6%

Legno e carta 4%

Supporti di stampa e registrati 20%

Cibo, bevande e tabacco 16%

Derivati petrolio, carbone, chimici e gomma 25%

Prodotti metallici 19%

Componentistica ed utensili

Composizione settore manifattu



Settore manifatturiero Import/Export

Le esportazioni di prodotti manifatturieri per l'anno fiscale 2010 sono state di $83,5 miliardi e rappresentavano il 36,1% del totale (aumento del 2,5% dal 2009 al 2010). Questo incremento è minore del 17,6% in tutti i settori nello stesso periodo. Le esportazioni di prodotti manifatturieri più importanti del 2010 includono: metallo grezzo e prodotti in metallo (39,7%), prodotti alimentari (17,1%), macchinari e attrezzature (13%), componenti chimici di base e prodotti chimici (8,5%). Le importazioni di prodotti manifatturieri per l'anno fiscale 2010 sono state di $183,9 miliardi, con un incremento del 3% rispetto ai $ 178,5 miliardi del 2009. Nello stesso arco temporale, la percentuale delle importazioni manifatturiere sulle importazioni totali è diminuita dal 89% al 87,5%. A livello settoriale, le importazioni più rilevanti nel 2010 sono state: Macchine e attrezzature (32,6%), attrezzature per il trasporto (16,4%); componenti chimici di base e prodotti chimici (11,5%), metalli primari e prodotti in metallo (7,2 per cento) e petrolio e prodotti a base di carbone (5,8%).



Minerario

L’Australia è paese leader mondiale nel settore minerario, con i giacimenti più vasti al mondo di Nichel, Zinco, Uranio, Piombo, Bauxite, Alluminio, Oro e Diamanti. La continua crescita della domanda da parte dei paesi asiatici fa prevedere che gli investimenti arrivino a $140 miliardi di dollari entro la fine del 2013. Questo associato ad una crescita di settore stimata al 4.3% (2011‐ 2016) diventerà il settore più importante dell’economia Australiana.



Energie Rinnovabili 1/2

Fonte: Austrade: Australia – Your Competitive Edge, 2009 ed.

Forte attenzione all’andamento delle Risorse energetiche rinnovabili. Mercato energia elettrica concorrenziale, ricerca di livello mondiale e sostegno governativo, soprattutto per solare, eolico, onde e maree, energia geotermica. Eolico in crescita, anche grazie alla disponibilità di spazi su cui costruire windfarm. Nel 2008 Ernst & Young ha classificato l’Australia al 4° posto, davanti a paesi come il Giappone, per l’attrattività sul geotermico, date le notevoli risorse e le grandi potenzialità di mercato Onde e maree inesauribili, potenziale importante per la fornitura alle comunità remote non collegate alla rete L’Australia mantiene un ruolo guida nella cattura e stoccaggio della Co2.



Biotecnologie

Fonti: Austrade: Australia – Your Competitive Edge, 2009 ed.

Hopper and Thorburn, 2008 BioIndustry Review: Australia and New Zealand. Oltre 500 imprese operanti nel settore: 49% coinvolte nelle terapie, 15% in biotecnologie agricole e 13% in diagnostica. Nel 2008 la rivista scientifica BioIndustry Review ha riferito che 399 accordi di collaborazione, coinvolgenti società australiane, erano state annunciate nei 12 mesi precedenti, oltre il 70% con organizzazioni internazionali, 101 con organizzazioni nordamericane, 100 con organizzazioni europee e 57 con organizzazioni asiatiche. Consolidata industria nei dispositivi medici, nelle nano‐biotecnologie, riconoscimento mondiale per la ricerca sulle cellule staminali. Strutture di ricerca eccellenti, scienziati di fama mondiale, investimenti privati e pubblici, disponibilità di strutture e laboratori all’avanguardia hanno reso l’Australia un paese leader nelle innovazioni biotecnologiche e farmaceutiche. Il Sincrotrone Australiano, sito in Melbourne, è in grado di fornire importanti risultati, come informazioni sulla scoperta di nuovi farmaci per la cura del cancro e delle malattie neurodegenerative. Melbourne, al pari di Londra e Boston, è una delle sole tre città al mondo che può vantare due istituti presenti nella classifica delle migliori 20 università bio‐mediche.



Difesa Aerospaziale

Fornitore competitivo per i mercati di tutto il mondo, partecipa al programma internazionale “Joint Strike Fighter” 8 società australiane si sono aggiudicate 10 commesse per sviluppare il caccia (consegna nel 2012) Progettazione sistemi e software, ingegneria, produzione ed assistenza, integrazione sistemi aerei, attrezzature aeroporto e servizi, gestione traffico aereo e formazione equipaggio Forza lavoro altamente qualificata, livello formazione specializzata in grado di fornire, ingegneria dei sistemi, addestramento piloti e manutenzione velivoli Thales Australia è leader nazionale della difesa fatturato annuo di $ 1 mld e 3.500 dipendenti. La società composta da 6 gruppi: Naval, Land Systems, Joint Systems, Defence Service, Aerospace e Air Systems Nel 2009 ha contribuito $ 3,98 mld per l'economia australiana e impiegato poco meno di 14.000 persone. Il 30% del fatturato del settore è venuto dalle esportazioni.



La moda in Australia

Il settore dell’abbigliamento ha attraversato una serie di anni difficili, caratterizzati da consumatori cauti, prezzi bassi, affitti elevati per i negozi, e la crisi finanziaria globale, tutti con un impatto negativo sulle rendite. Si attende però un aumento delle rendite dello 0.5% per il biennio 2011‐12, per un totale di $12,6 miliardi. L’apprezzamento del dollaro australiano e l’aumento della fiducia dei consumatori dovrebbero impattare positivamente sugli importi nel biennio 2011‐12. La Cina domina il settore, rappresentando l’80% dell’abbigliamento importato nel 2010‐11. Con la penetrazione di internet in aumento, anche le attività di importazione sono aumentate notevolmente. Molti rivenditori statunitensi ed europei hanno già sviluppato piattaforme per lo shopping online, risultando molto più avanti rispetto alle controparti australiane. Aste e shopping online stanno ormai diventando un modo comune di fare acquisti. In Australia, il commercio nel settore moda assume quattro forme principali: grandi magazzini, catene di vendita specializzate, boutique ed altri dettaglianti. Il settore dei grandi magazzini si presenta molto concentrato ed è dominato a livello nazionale da due player nel mercato tradizionale e da altri due nel settore discount: nel segmento alto del mercato moda i due concorrenti principali sono David Jones e Myer, mentre nel mercato discount operano Target e Kmart, entrambi appartenenti al gruppo Coles. Sono inoltre presenti sul territorio un numero molto elevato di boutique e di piccoli dettaglianti di solito con uno/due negozi e con meno di sei dipendenti. Le boutique di lusso, in particolare, propongono soprattutto capi di stilisti internazionali.



Arredamento

Nel corso del 2012, per il settore è attesa una crescita delle vendite del 4.0%, ovvero di $7,2 miliardi. Durante l’anno la domanda da parte dei consumatori per oggetti di arredamento sarà spinta da una crescita del 3.3% nel reddito disponibile e da un contesto commerciale decisamente più stabile evidenziato dall’aumento del PIL del 3.7%. Il commercio internazionale di oggetti di arredamento non è molto florido a livello di rivenditori, la maggior parte degli affari sono infatti concentrati a livello manifatturiero. Negli ultimi cinque anni i paesi chiave nelle attività commerciali del settore dell’arredamento sono stati Cina, Italia, Stati Uniti e Malesia. Nel periodo 2009‐10, in Australia sono stati importati dall’Italia prodotti per l’arredamento e la casa (incluso cuscini e materassi) per un valore complessivo di 76.83 milioni di Euro. Tuttavia l’ingresso di prodotti asiatici nel mercato australiano ha avuto un forte impatto sulla produzione domestica e sui prezzi. Mentre le importazioni rappresentavano il 10% di tutti gli oggetti di arredamento forniti ai rivenditori negli anni ’90, nel 2008 la percentuale ha raggiunto circa il 50%. La qualità dei prodotti continua a rappresentare una questione delicata per l’industria locale. Infatti mentre i produttori australiani devono rispettare degli standard specifici per gli oggetti di arredamento, queste stesse norme non vengono applicate completamente sui prodotti d’importazione. L’Australian International Furniture Fair rappresenta un’opportunità da non perdere per i produttori e i grossisti del settore di mostrare i propri prodotti sia sul mercato locale che su quello internazionale.



Nautica

Nel periodo 2009‐10, il settore della nautica ha fatto registrare un valore di 877 milioni di Euro, incluso la riparazione e la costruzione di barche. L’andamento di quest’ultimo comparto e’ risultato negativo negli ultimi anni, ma ha recentemente evidenziato dei dati di inversione di tendenza e si aspetta una crescita media annua del 1,1% nel prossimo biennio. Gli operatori di settore, importatori o società di manutenzione sono dislocati principalmente ad Hobart, capitale della Tasmania, Freemantle vicino alla capitale del Western Australia e la Sunshine Coast nel Queensland. Le aree che evidenziano un forte utilizzo di barche sono quindi gli Stati del Queensland e del New South Wales (soprattutto nella zona di Sydney) e quello della Tasmania, anche se in questo caso l’utilizzo e’ prevalentemente commerciale.



Trasporto e Logistica

La giurisdizione su porti, aeroporti, autostrade e ferrovie sono suddivise tra Governo Federale e singoli Stati. Al momento, e’ in atto un programma di miglioramento delle reti di viabilità attraverso la realizzazione di infrastrutture, al fine di eliminare attuali problematiche nello spostamento di merci all’interno dell’Australia. Questo apre ovviamente la porta all’ingresso di aziende e capitali stranieri. Nel settore dei trasporti e della logistica, si prevede un incremento del 3,7% anche grazie all’incremento dei flussi di spedizione di prodotti minerari. Da valutare gli sviluppi conseguenti alle drammatiche inondazioni che hanno recentemente colpito lo Stato del Queensland. Alcuni dati: 465 Aeroporti; vie marittime interne per oltre 2.000 km; condotte per 27.105 km di Gas, 240 km di Liquid Petroleum Gas e 3.258 km per il Petrolio; rete stradale per un totale di 812.972 km (la nona rete stradale al mondo); rete ferroviaria complessiva di 37.855 km (la settima al mondo) Civil Engineering Equiptment and parts 35.71 Goods Vehicles 34.94 Railway Vehicles 68.37 Passanger Motor Vehicles 68.19 Machinery and Transport Equiptment 40.87 Valore delle esportazioni italiane (in milioni di Euro)

Il turista australiano

Il turista australiano appartiene prevalentemente al segmento socio economico medio alto e possiede un livello culturale medio alto.

• Fattori determinanti per la scelta della destinazione: rapporto qualità/prezzo e livello di organizzazione.

• Tipo di alloggio preferito alberghi a 4 stelle, appartamenti e ville.

• Fonti di informazione preferiti: siti web, opuscoli, libri, inserti viaggio su quotidiani e programmi televisivi dedicati ai viaggi.

• Gli australiani prenotano tramite le agenzie di viaggio, via internet o in loco.

• Turismo legato a città d’arte, natura, enogastronomia e crociere.

• Nel 2008/2009 circa il 26,5% della popolazione australiana si e’ recata all’estero (5.850.000)